4.9.06

Di scatole e traslochi

Cara Adele,
reduce dall'esperienza devastante nota con il nome di "trasloco" mi ritrovo a riflettere su un paio di aspetti che mi paiono tutt'altro che chiari.

Quando le cose sono sparse per casa sembrano due in croce: libri che riempiono appena una libreria, vestiti che occupano la metà dell'armadio, oggetti vari in giro per casa, persi nel vuoto dell'appartamento. Poi quando vengono imbalate queste cose occupano uno spazio non inferiore al reparto ortofrutta di un Carrefour qualsiasi. Perché?

E poi, e qui si tocca il tasto più dolente, com'è possibile che al momento di inscatolare si ha il controllo della situazione, si sa cosa è dove. Poi una volta tutto imballato e spedito ci si accorge di aver perso decine di oggetti, finiti probabilmente in una dimensione parallela, visto che l'appartamento era completamente vuoto alla nostra partenza ma gli oggetti non sono più nelle scatole nel momento in cui si spacchetta tutto. Dove vanno a finire questi oggetti? Esiste un ufficio apposito a cui rivolgersi? Se sì, dove?

Scatola '78


Cara Scatola,
i problemi che poni sono di una certa gravità e mi riportano in mente un caso sollevato in passato da Blue Velvet, a cui a suo tempo risposi illustrando la teoria del calzino scomparso a cui ti rimando come utile riferimento.

In questo caso mi trovo però costretta a svelare una delle pagine più inquietanti della nostra storia.
Nel lontano 1789, diciamo verso luglio, alcuni membri dell'aristocrazia francese sentirono improvvisamente una gran voglia di farsi un lungo periodo di residenza all'estero. Trovatisi in molti a condividere lo stesso proposito ebbero, come puoi immaginare, un forte impatto sulle ditte di tralsochi dell'epoca. Queste dovettero in breve tempo escogitare un modo rapido ed efficiente di trasportare grandi quantità di beni da un punto A a un punto B. Conta che all'epoca tra vestiti, corsetti e cappelliere la faccenda era ancora più complicata!

Gli abili traslocatori francesi si affidarono a un antico papiro babilonese (perché gli egiziani gli stavano un po' sulle palle per una faccenda di gatti e vasi che non sto a raccontarti) che spiegava come produrre una fessura spazio-temporale idonea per un sicuro trasporto.

Quello che i traslocatori non sapevano era che l'accesso così creato non si sarebbe mai più chiuso! (qualcuno vide un egiziano razzolare vicino al papiro ma sono solo illazioni).

Ordunque, da allora in poi ogni trasloco produce una significativa vibrazione nella fessura cosmica che "ingoia" parte dei beni trasportati, dovunque essi si collochino.

Mi dispiace doverti dire che non esiste nessun ufficio apposito per risolvere il problema. cioè, ci sarebbe uno sportello, ma sai, è gestito da egiziani...

1 commento:

Kaneda ha detto...

BENTORNATAAAAAAA